Home/Notizie/Analisi
Analisi 2026-05-22 12 min

EUDR + iTA: la doppia sfida normativa per gli importatori di prodotti brasiliani

Alessandro Brenci

Avvocato, esperto di diritto commerciale internazionale

EUDR + iTA: la doppia sfida normativa per gli importatori di prodotti brasiliani
Condividi

EUDR + iTA: la doppia sfida normativa per gli importatori di prodotti brasiliani\n\n### Introduzione: La convergenza di due mondi normativi\n\nL\'anno 2026 segna una svolta per gli importatori europei di prodotti brasiliani. Non solo devono navigare tra le nuove opportunità e complessità dell\'Accordo Commerciale Interinale (iTA) UE-MERCOSUR, ma si trovano anche di fronte alla piena entrata in vigore del Regolamento dell\'Unione Europea sulla Deforestazione (EUDR). Questa convergenza crea una doppia sfida normativa senza precedenti. Da un lato, un accordo commerciale che abbassa i dazi doganali e mira a snellire gli scambi. Dall\'altro, una normativa ambientale esigente che impone severi obblighi di dovuta diligenza per garantire che i prodotti importati non abbiano contribuito alla deforestazione. Per gli importatori delle sette materie prime interessate (soia, carne bovina, caffè, cacao, legno, gomma e olio di palma), la sinergia di questi due testi è fonte di grattacapi, ma anche un\'opportunità per costruire catene di approvvigionamento più sostenibili e resilienti. Questo articolo decifra questa doppia sfida e propone una strategia pratica di conformità.\n\n### Il paradosso: facilitare il commercio, rafforzare i controlli\n\nA prima vista, l\'iTA e l\'EUDR sembrano perseguire obiettivi contraddittori. L\'iTA, riducendo le tariffe dal 10% al 50% su molti prodotti agricoli brasiliani, mira a incentivare le importazioni. Ad esempio, i dazi sul caffè verde brasiliano (non tostato) sono passati dal 7,5% allo 0% il primo giorno dell\'accordo. Allo stesso tempo, l\'EUDR impone agli stessi importatori di caffè di dimostrare, tramite dati precisi di geolocalizzazione, che l\'appezzamento di coltivazione non è stato disboscato dopo il 31 dicembre 2020. Questo è il cuore del paradosso: come importare di più, più velocemente e a minor costo, esercitando al contempo un controllo più rigoroso e dettagliato sull\'origine dei prodotti?\n\nLa realtà è che questi due regolamenti sono due facce della stessa medaglia: la nuova politica commerciale dell\'UE, che lega indissolubilmente l\'accesso al mercato al rispetto delle norme di sostenibilità. Le aziende che non riusciranno a padroneggiare questo doppio vincolo saranno semplicemente escluse dal mercato, con i benefici tariffari dell\'iTA che diventeranno inaccessibili se non sarà garantita la conformità all\'EUDR.\n\n### Le 7 materie prime sotto alta sorveglianza\n\nL\'EUDR si concentra su sette materie prime e sui loro prodotti derivati, per i quali il Brasile è un importante fornitore dell\'UE:\n\n1. **Soia**: Il Brasile è il principale fornitore di soia dell\'UE. Gli importatori devono ora tracciare ogni lotto fino all\'appezzamento di coltivazione.\n2. **Carne bovina**: Il Brasile è uno dei principali esportatori di carne bovina. La tracciabilità è complessa a causa delle molteplici fasi di allevamento.\n3. **Caffè**: L\'UE importa più di 800.000 tonnellate di caffè brasiliano all\'anno. Il settore è molto frammentato, con milioni di piccoli produttori.\n4. **Cacao**: Essenziale per l\'industria europea del cioccolato.\n5. **Legno**: La tracciabilità è già parzialmente coperta dal Regolamento UE sul Legname (EUTR), ma l\'EUDR rafforza i requisiti.\n6. **Gomma**: Un prodotto industriale chiave.\n7. **Olio di palma**: Sebbene l\'Indonesia e la Malesia siano i principali fornitori, le importazioni dal Brasile sono interessate.\n\nPer ciascuno di questi prodotti, l\'importatore (l\'"operatore" ai sensi dell\'EUDR) deve presentare una "dichiarazione di dovuta diligenza" tramite un sistema informativo centrale dell\'UE prima che le merci possano essere sdoganate. Senza questa dichiarazione, non è possibile alcuna importazione.\n\n### Strategia pratica di conformità in 4 fasi\n\nAffrontare questa doppia sfida richiede un approccio sistematico. Ecco una strategia in quattro fasi per gli importatori:\n\n**Fase 1: Mappatura della catena di approvvigionamento e raccolta dei dati**\n\nIl primo e più cruciale passo è conoscere con precisione la propria catena di approvvigionamento. Non si tratta più solo di sapere chi è il proprio fornitore diretto, ma di risalire fino all\'appezzamento di produzione. Ciò comporta:\n\n* Richiedere ai fornitori le coordinate di geolocalizzazione (poligoni) di tutti gli appezzamenti da cui provengono le materie prime.\n* Implementare sistemi di segregazione dei flussi per garantire che un lotto di caffè "conforme all\'EUDR" non venga miscelato con un lotto non tracciabile.\n* Utilizzare tecnologie come la blockchain o piattaforme di tracciabilità dedicate per registrare e condividere queste informazioni in modo sicuro.\n\n**Fase 2: Valutazione del rischio di deforestazione**\n\nUna volta ottenuti i dati di geolocalizzazione, l\'importatore deve incrociarli con i dati satellitari e le informazioni sul paese di origine per valutare il rischio di non conformità. Il sistema di "benchmarking" della Commissione Europea, che classificherà i paesi (o le regioni) a rischio basso, standard o alto, sarà uno strumento chiave. Per il Brasile, è probabile che alcune regioni come l\'Amazzonia vengano classificate ad alto rischio, il che comporterà obblighi di dovuta diligenza rafforzati.\n\n**Fase 3: Mitigazione del rischio**\n\nSe viene identificato un rischio (ad esempio, un appezzamento si trova in un\'area ad alto tasso di deforestazione), l\'operatore deve adottare misure per mitigarlo. Ciò può includere:\n\n* Richiedere audit indipendenti sul campo.\n* Implementare programmi di rafforzamento delle capacità con i piccoli produttori per aiutarli a conformarsi.\n* Come ultima risorsa, escludere i fornitori non conformi dalla catena di approvvigionamento.\n\n**Fase 4: Documentazione e dichiarazione**\n\nTutto questo processo deve essere documentato rigorosamente. Questa documentazione servirà come base per la stesura della dichiarazione di dovuta diligenza da presentare alle autorità. È essenziale conservare questi registri per almeno 5 anni, poiché le autorità competenti degli Stati membri effettueranno controlli a posteriori.\n\n### Costi e implicazioni\n\nIl costo della conformità all\'EUDR non è trascurabile. Le stime variano, ma si prevede un aumento dei costi dal 5% al 15% per le materie prime interessate, a seconda della complessità della catena di approvvigionamento. Questi costi includono investimenti tecnologici, audit, formazione e risorse umane dedicate alla conformità.\n\n> Un importatore di caffè a Trieste ci ha detto: "I risparmi che otteniamo dall\'eliminazione dei dazi doganali con l\'iTA sono quasi interamente assorbiti dai costi di conformità all\'EUDR. Il caffè brasiliano non è più economico, ma è (si spera) più sostenibile. È un cambiamento completo del modello di business".\n\n### Conclusione: Verso un commercio di prova\n\nLa doppia sfida di EUDR + iTA segna la fine dell\'era del commercio basato sulla fiducia e l\'inizio dell\'era del commercio basato sulla prova. Per gli importatori europei, non è più sufficiente acquistare un prodotto; è necessario acquistare un prodotto e la prova della sua conformità. Questa è una limitazione, ma anche un\'opportunità. Le aziende che padroneggeranno questa nuova situazione non solo saranno in grado di garantire il loro accesso al mercato, ma anche di promuovere il loro approccio ai consumatori, sempre più sensibili alle questionioni di sostenibilità. L\'iTA apre la porta, ma l\'EUDR fornisce la chiave. Senza la chiave, la porta rimarrà chiusa, anche se i dazi doganali sono pari a zero.

Lavora su un dossier concreto?

20 minuti per identificare tre opportunità e tre rischi legati alla Sua situazione.

Primo colloquio riservato →

Strumento associato

Strumenti di conformità

Accedi

Ricevi le nostre analisi direttamente nella tua casella email

Unisciti ai professionisti che seguono le notizie MERCOSUR. 1 email a settimana.

Commenti (0)

Lasciare un commento

La Sua email non sarà pubblicata. I commenti sono moderati.

La nota mensile del corridoio

Monitoraggio normativo, analisi di casi e approfondimenti giuridici — direttamente nella tua casella, una volta al mese.

Bonus: ricevi la guida PDF '10 passi per preparare la tua azienda all'accordo UE-MERCOSUR'

Nessuno spam. Disiscrizione in un clic. Dati protetti (GDPR). · Pubblicazione mensile